il futuro della bocca dei nostri bambini passa dall ortodonzia intercettiva
pubblicato il:27/02/2023
di:Dott.ssa Anita De Agostini

«Prevenire è sempre meglio che curare» è un modo di dire che entra perfettamente in sintonia con l’ortodonzia intercettiva. I bambini certamente non amano l’apparecchio dentale: può risultare inizialmente fastidioso ed è senza dubbio una fonte di disagio, in particolar modo alla luce delle battutine taglienti dei compagni di scuola. Tuttavia, rappresenta una delle soluzioni migliori per scongiurare problemi dentali molto più gravi in età adulta.
Nelle prossime righe scopriremo che cosa si intende per ortodonzia intercettiva osservando da vicino tutti i vantaggi di questa terapia incentrata sulla salute orale dei piccoli pazienti.

Che cos’è l’ortodonzia intercettiva?

Nei decenni passati prima di ricorrere ad una terapia ortodontica, ovvero al classico apparecchio per i denti, si attendeva il completamento della dentizione fissa, la quale avviene in linea di massima dopo i 12 anni d’età.
L’ortodonzia intercettiva ha stravolto la prospettiva dell’intervento. Infatti, il suo scopo è “intercettare” fin dalla tenera età eventuali alterazioni nello sviluppo delle ossa mascellari, le cosiddette malocclusioni dentali. Attraverso la terapia ortodontica intercettiva lo specialista è in grado di seguire i piccoli pazienti durante tutta l’evoluzione della struttura maxillo-facciale intervenendo su tutte quelle anomalie che potrebbe generare complicanze negli anni successivi.
Le ossa dei bambini, essendo ancora in una fase di crescita, risultano più facilmente modellabili. Per tale motivo l’ortodonzia intercettiva contribuisce a scongiurare patologie più gravi in età adultà.

A quale età si mette l’apparecchio per i denti?

La terapia intercettiva è dedicata ai bambini e alle bambine. A che età, quindi, può essere applicato il primo apparecchio dentale?
La prima visita dal dentista va programmata intorno ai 4-5 anni. In seguito, il monitoraggio costante della salute orale del piccolo paziente determinerà quale sia il momento più adatto per correggere le malocclusioni presenti attraverso l’ortodonzia intercettiva.
Gli apparecchi intercettivi vengono applicati generalmente nei bambini con un’età compresa tra i 5 e gli 11 anni, ovvero prima del raggiungimento della maturità orale. In questa fase convivono nella lora bocca sia i denti da latte, sia i denti permanenti.

Quando ricorrere all’ortodonzia intercettiva?

Gli apparecchi intercettivi risultano efficaci per la correzione di diversi tipi di problemi dentali ed ossei. Proviamo a stilare una lista degli effetti benefici generati da una terapia ortodontica intercettiva:

  • ristabilisce il corretto rapporto tra le arcate dentali;
  • corregge il palato ogivale nei bambini, una malformazione più comunemente conosciuta come “palato stretto” che può provocare un affollamento dentale;
  • blocca un’eccessiva protusione mascellare, ovvero la condizione in cui la mascella si trova in posizione anteriore rispetto alla mandibola;
  • corregge il morso incrociato o inverso.

Quali sono gli apparecchi dentali utilizzati nella terapia intercettiva?

Nei paragrafi precedenti abbiamo osservato quanto l’ortodonzia intercettiva sia utile per sistemare la presenza di alcune malocclusioni dentali. Quali sono però gli strumenti usati per raggiungere certi risultati?
Dopo aver raccolto foto, impronte della bocca del bimbo e gli esami radiografici, l’ortodontista esegue lo studio del caso con il quale si conoscerà la terapia ortodontica adatta al piccolo paziente e i tempi del trattamento, che prevede l’applicazione di alcuni apparecchi intercettivi, i quali svolgono funzioni differenti a seconda della patologia da correggere. Alcuni modelli sono fissi, mentre altri sono mobili: scopriamo tutte le differenze!

Espansore rapido

L’espansore rapido palatale (ERP) è un dispositivo fisso molto utilizzato nel campo dell’ortodonzia intercettiva. Viene utilizzato per risolvere il problema del palato ogivale nei bambini e del morso incrociato.
Quest’ultimo si verifica quando i denti dell’arcata superiore chiudono il morso all’interno rispetto ai denti dell’arcata inferiore. Inoltre, l’ERP è efficace ai fini di creare lo spazio necessario per favorire l’eruzione dei denti inclusi.
Nella pratica l’espansore è un apparecchio che viene fissato ai molari del bambino. Al centro è presente una vite attraverso la quale può essere regolata la forza esercitata dall’apparecchio. L’intensità viene stabilita in base all’evoluzione e ai risultati della terapia ortodontica. Grazie alla sua azione è possibile allargare l’arcata superiore armonizzandola con quella inferiore.

Quad Helix

 
Chiamato comunemente “apparecchio con gli anellini”, il Quad Helix è un dispositivo fisso connesso ai denti tramite due bande. Molto spesso viene confuso con l’espansore rapido palatale. Nonostante entrambi servano ad allargare l’arcata superiore, il Quad Helix agisce prevalentemente a livello dentale e delle osse alveolari, quindi le porzioni ossee che accolgono le radici dei denti.
Questo apparecchio intercettivo è utile a correggere il morso incrociato ed il palato stretto.

Arco linguale

Anche l’arco linguale rientra nella categoria degli apparecchi intercettivi fissi. È caratterizzato da un filo d’acciaio inferiore al millimetro di spessore, che assume la forma della faccia linguale dei denti dell’arcata inferiore.
L’arco linguale viene applicato quando è necessario mantenere gli spazi provocati dalla perdita prematura dei denti da latte in seguito alla formazione delle carie. Il mantenimento dello spazio favorisce la sostituzione con la dentizione fissa in maniera corretta.

Griglia linguale

I denti possono essere danneggiati anche dalle cattive abitudini, come ad esempio il vizio nei bambini di succhiarsi il dito. La griglia linguale palatale è un apparecchio rimovibile che evita al piccolo paziente di proseguire in questa azione tanto inutile quanto dannosa per la salute orale.

Quanto dura una terapia intercettiva?

La durata di una terapia ortodontica intercettiva varia a seconda della natura del problema dentale da trattare. Tuttavia, se vengono seguite attentamente le indicazioni del dentista, il decorso è stimato tra i 6 ed i 18 mesi.
Infine, è importante sottolineare un aspetto fondamentale: l’ortodonzia intercettiva non evita l’utilizzo dell’apparecchio dentale in età adulta. Gli interventi agiscono sulla crescita delle ossa presenti nella bocca, nonostante la dentizione fissa non sia ancora completata.
Di conseguenza, una volta cresciuti i denti fissi, potrebbe essere necessario un nuovo intervento di ortodonzia per correggere la loro posizione, il quale però sarà molto più semplice ed anche meno costoso.
Infatti, trattare una malocclusione dentale in età adulta è molto più complicato, in quanto le ossa non sono più facilmente modellabili come da bambini. In questi casi l’apparecchio non sarà sufficiente a risolvere la problematica e bisognerà ricorre ad interventi più complessi ed invasivi. Come affermavamo in apertura di questo articolo, i trattamenti intercettivi sono la prova che “prevenire è meglio che curare”.
Se sei di Torino e desideri affidare la salute orale dei tuoi bambini ad un esperto di ortodonzia intercettiva, rivolgiti allo Studio Priotti: il nostro team di professionisti ti attende per un consulto senza impegno!

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